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Privacy, in Giappone più sicuri i dati dei cittadini europeo

Ue e il Giappone realizzano la più grande area di di protezione dei dati personali. A seguito della conclusione dei colloqui tra i due Paesi in materia di protezione dei dati personali tenutisi nel luglio 2018, la Commissione ha avviato in data odierna la procedura per l’adozione della sua decisione in materia di adeguatezza.
Oggi la commissaria alla Giustizia, Vera Jourová, ha reso note le prossime tappe della procedura e la Commissione  ha pubblicato il progetto di decisione sull’adeguatezza e i relativi documenti.
Tra questi figurano le garanzie supplementari che il Giappone applicherà ai dati personali Ue trasferiti in Giappone, nonché gli impegni relativi all’accesso ai dati personali da parte delle autorità pubbliche giapponesi a fini di contrasto e sicurezza nazionale che garantiscono che il loro livello di protezione dei dati sia equivalente a quello dell’Ue. In Giappone è attualmente in corso una procedura analoga per riconoscere il quadro in materia di protezione dei dati adottato dall’Ue.
“Stiamo creando il più grande spazio di circolazione sicura di dati al mondo. I dati personali potranno viaggiare in modo sicuro tra l’Ue e il Giappone a vantaggio tanto dei nostri cittadini che delle nostre economie – spiega la commissaria – Il nostro partenariato promuoverà norme globali in materia di protezione dei dati e costituirà un esempio per i partenariati futuri in questo settore fondamentale.”
Ciascuna delle due parti ha avviato le procedure interne per l’adozione finale della decisione reciproca di adeguatezza. Per l’Unione europea, queste prevedono l’ottenimento del parere del comitato europeo per la protezione dei dati e il via libera di un comitato composto di rappresentanti degli Stati membri dell’Ue. Una volta terminata la procedura, la Commissione adotterà la decisione di adeguatezza sul Giappone.
 
Per garantire un livello di protezione essenzialmente equivalente alle norme europee, il Giappone si è impegnato a mettere in atto, prima che la Commissione adotti formalmente la decisione di adeguatezza, le seguenti garanzie supplementari a protezione dei dati personali trasferiti in Giappone:
  • una serie di norme che forniscono alle persone nell’UE i cui dati personali sono trasferiti in Giappone garanzie supplementari che elimineranno numerose differenze tra i due sistemi di protezione dei dati. Queste garanzie supplementari rafforzeranno, ad esempio, la protezione dei dati sensibili, le condizioni alle quali i dati dell’UE possono essere successivamente trasferiti dal Giappone verso un altro paese terzo e l’esercizio dei diritti individuali di accesso e di rettifica. Queste norme saranno vincolanti per le imprese giapponesi che importano dati dall’UE e potranno essere fatte valere dall’autorità giapponese indipendente per la protezione dei dati e dalle autorità giurisdizionali giapponesi;
  • il governo giapponese ha inoltre fornito alla Commissione rassicurazioni sulle garanzie relative all’accesso da parte delle autorità pubbliche giapponesi a fini di contrasto e sicurezza nazionale, garantendo che qualsiasi utilizzo dei dati personali a tali fini dovrà limitarsi a quanto necessario e proporzionato e sarà soggetto ad un controllo indipendente;
  • un meccanismo di gestione dei reclami per l’esame e la risoluzione dei reclami inoltrati dai cittadini europei riguardo all’accesso ai loro dati dai cittadini europei i cui dati personali saranno trasferiti in Giappone beneficeranno di una protezione dei dati forte, in linea con le norme dell’Ue.

L’accordo andrà inoltre ad integrare l’accordo di partenariato economico Ue-Giappone in quanto le imprese europee potranno beneficiare del libero flusso di dati con questo partner commerciale fondamentale, e dell’accesso privilegiato ai 127 milioni di consumatori giapponesi. L’Ue e il Giappone affermano che, nell’era digitale, la promozione di norme elevate di tutela della vita privata e di protezione dei dati personali e la facilitazione del commercio internazionale devono e possono andare di pari passo.


Fonte: corrierecomunicazioni.it

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