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Etica Aziendale
D.Lgs. 231/2001 — Responsabilità amministrativa da reato
Il D.Lgs. 231/2001 ha introdotto nel nostro ordinamento la responsabilità amministrativa da reato degli enti: società, associazioni e organizzazioni possono essere chiamate a rispondere — con sanzioni pecuniarie pesanti e misure interdittive — dei reati commessi nel loro interesse da dipendenti o dirigenti. L’unico modo per andare esenti è dotarsi preventivamente di un Modello Organizzativo e di Gestione (MOG) efficace.
Le sanzioni previste
Calcolate per quote (da 100 a 1.000 quote, ciascuna da €258 a €1.549). Nelle fattispecie più gravi possono superare il milione di euro.
Interdizione dall’esercizio dell’attività, sospensione o revoca di autorizzazioni, esclusione da gare pubbliche, divieto di contrattare con la P.A., fino alla liquidazione giudiziale.
Soggetti apicali: rappresentanti, amministratori, direttori. Soggetti sottoposti: dipendenti che operano sotto la direzione di altri. In entrambi i casi, se agiscono nell’interesse dell’ente.
I reati rilevanti per le aziende
Il catalogo dei reati presupposto include: corruzione e reati contro la P.A., reati informatici, abusi di mercato, reati ambientali, riciclaggio, reati di criminalità organizzata e — rilevante per tutte le aziende con rischio infortunio — omicidio colposo e lesioni gravi commessi in violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
Chi deve adottare il Modello 231 →
Ambito di applicazione: quali enti sono obbligati e quali sono esclusi.
Cosa bisogna fare →
I tre adempimenti: Modello Organizzativo, Codice Etico e Organismo di Vigilanza.
La giurisprudenza più recente ha chiarito che la “colpa organizzativa” — cioè l’aver tollerato o non prevenuto comportamenti illeciti — genera responsabilità anche in assenza di rapporti diretti con enti pubblici. Il Modello 231 è oggi uno strumento concreto di tutela del patrimonio aziendale per qualsiasi tipo di impresa.

