LAST NEWS
“Informative privacy più chiare grazie alle icone? E’ possibile”Covid, il Garante della privacy: “No a passaporti vaccinali, serve una legge”Vaccinazione dei dipendenti: le FAQ del Garante privacy – Principi generali e focus sugli operatori sanitariDal Consiglio d’Europa le linee guida sul riconoscimento faccialeLavoro: Garante, no all’uso delle impronte digitali dei dipendenti se manca base normativaData breach sanitari, il Garante privacy sanziona tre struttureL’obbligo della nomina del coordinatore per la sicurezza nei cantieriDati Inail: gli infortuni sul lavoro nell’anno della pandemia“Se non ha l’età, i social possono attendere”. Lo spot del Garante privacy e di Telefono Azzurro per sensibilizzare i genitori“I tuoi dati sono un tesoro”: il video del Garante per raccontare cos’è la privacyTik Tok: dopo il caso della bimba di Palermo, il Garante privacy dispone il blocco del socialMancata tracciabilità di 125 kg di prodotti alimentari, multa e denunciaSulla non responsabilità del DdL per un infortunioWhatsapp: Garante privacy, informativa agli utenti poco chiara. L’Autorità intenzionata ad intervenire anche in via d’urgenzaLa sicurezza nel campionamento di suoli con possibile presenza di amiantoFascicolo sanitario elettronico: nessuna scadenza per l’inserimento dei datiGarante privacy a un call center: tutelare la dignità dei lavoratoriTik Tok, a rischio la privacy dei minori: il Garante avvia il procedimento contro il social networkNorme igieniche e precauzioni per la ristorazione con servizio d’asporto e a domicilio: linee guida ISSQuestura non rettifica i dati, il Garante privacy sanziona il Ministero dell’interno

Richiedere l’estratto conto del proprio coniuge non viola la privacy

La moglie che chiede e ottiene dalla banca notizie sull’estratto conto del marito, da usare poi nella causa di separazione, non viola nessuna norma sulla privacy.

La Corte di cassazione, con la sentenza 20649, respinge il ricorso dell’uomo che chiedeva alla moglie i danni per avere invaso illecitamente il suo diritto alla riservatezza dei dati. Il ricorrente, sottolinea la Suprema corte, «ha denunciato l’errata interpretazione di imprecisate norme del Dlgs 196 del 2003 in tema di privacy e trattamento dei dati sensibili». Per la Cassazione però il suo ricorso è inammissibile. Con l’ordinanza impugnata la Corte d’Appello aveva richiamato la motivazione dei giudici di prima istanza secondo i quali nel richiedere informazioni o documenti all’istituto di credito la signora non aveva violato nessuna norma di legge nè aveva tenuto un comportamento fraudolento. In più la Corte territoriale aveva aggiunto che l’attore non aveva offerto alcuna indicazione del danno che riteneva di aver subìto.

Nel 2015 (sentenza 20106) però la Cassazione aveva accolto il ricorso del Garante privacy e condannato la banca, per aver fornito, senza un’espressa autorizzazione, ad una moglie i dati, da utilizzare nell’ambito della separazione e dunque «per fini estranei al rapporto contrattuale instaurato con la banca». In quell’occasione i giudici avevano affermato il diritto ad ottenere il risarcimento che può scattare anche senza la necessità che il correntista subisca un danno concreto: basta solo il fatto di essere stato vittima di una fuga di dati.


Fonte: ilsole24ore.it

WIDGET-WPSACADEMY

WIDGET-SPOTTV

WPS Group è certificata ISO 9001:2015

Quality Management System
EA 35A & 37

Newsletter WPS

Rimani aggiornato per non perdere novità e promozioni!

RICORDATI …

“Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”

Albert Einstein