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Sicurezza sul lavoro, il piano del governo: pene più severe e una banca dati

Dopo l’incontro coi sindacati dei giorni scorsi, il premier Mario Draghi ha annunciato, già per la prossima settimana, un provvedimento. Ecco come intendersi muovere l’esecutivo per provare ridurre i numeri dell’emergenza.

Dopo l’incontro coi sindacati dei giorni scorsi, il premier Mario Draghi ha annunciato, già per la prossima settimana, un provvedimento sulla sicurezza sul lavoro. Dall’inasprimento delle pene alla banca dati sugli infortuni, ecco cosa prevede il piano del governo per provare quantomeno a ridurre i numeri dell’emergenza.

INASPRIMENTO PENE – “Pene più severe e immediate e collaborazione all’interno dell’azienda per individuare precocemente le debolezze in tema di sicurezza lavoro”, è la ricetta individuata da Draghi per le prime norme da mettere in campo.

SANZIONI TEMPESTIVE – Le norme prevedranno “sanzioni più tempestive per imprese che non rispettano le regole, possibilità di raccogliere più facilmente i dati per chi compie violazioni all’interno del tessuto economico” e il “potenziamento delle strutture di controllo”, ha spiegato il ministro del Lavoro Andrea Orlando.

ISPETTORATO DEL LAVORO – Il ministro Orlando ha sottolineato anche la necessità di un potenziamento delle competenze e dell’organico dell’Ispettorato del Lavoro. Il governo, nei mesi scorsi, ha sbloccato un concorso per oltre duemila nuove risorse all’Ispettorato del Lavoro (800 saranno in servizio entro il 2021) e nominando il magistrato Bruno Giordano (che per anni si è occupato di caporalato) a capo dell’organismo.

SOSPENSIONE DELL’IMPRESA – Tra le ipotesi in campo, secondo quanto riporta Repubblica, la modifica dell’articolo 14 per rendere effettivo il potere di sospensione dell’attività dell’impresa in caso di gravi violazioni in materia di sicurezza. Potere attualmente esercitabile solo in caso di recidiva nel quinquennio precedente, impossibile però da provare per l’assenza di una banca dati.

SOGLIA LAVORATORI IN NERO – Previsto anche l’abbassamento dal 20 al 10% della soglia percentuale di lavoratori in nero, oltre le quale scatta la sospensione.

BANCA DATI – Proprio la raccolta di informazioni in una banca dati centrale è un altro aspetto del piano dell’esecutivo. “La banca dati centrale – scrive La Stampa -permetterà di razionalizzare le informazioni raccolte da Inail, Asl e Ispettorato nazionale e arrivare così a una sorta di patente a punti delle ditte,, una proposta che è stata avanzata dai sindacati”. Il meccanismo potrebbe portare all’esclusione dalle gare d’appalto.

PROCURA NAZIONALE SICUREZZA E LAVORO – Sul tema è attivo anche il Parlamento: la Commissione lavoro del Senato ha annunciato un decreto collegato alla legge di bilancio, sulla sicurezza, oltre alla calendarizzazione del ddl per l’istituzione della Procura nazionale sicurezza e lavoro.

CGIL, CISL E UIL: FERMARE AZIENDE SENZA SICUREZZA – I segretari di Cisl e Uil, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri plaudono all’urgenza delle misure annunciate da Draghi. Il numero uno della Cgil, Maurizio Landini, registra i progressi del governo ma chiede norme che “fermino le aziende sino a quando non sono ripristinate le norme di sicurezza”.

CONFINDUSTRIA: FARE IN MODO CHE INCIDENTI NON AVVENGANO – Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, rilancia la sua proposta di istituire “commissioni paritetiche in azienda per intervenire sugli incidenti” e chiede al governo di intervenire, più che sulle sanzioni ex post, su interventi che “facciano in modo che gli incidenti non avvengano”.

https://tg24.sky.it/politica/2021/09/30/morti-lavoro-piano-governo#10


Fonte: tgcom24.mediaset.it

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