LAST NEWS
Spid: ok del Garante privacy a nuove modalità per il rilascio dell’identità digitaleConcorsi pubblici, Garante: i dati dei partecipanti devono essere blindatiReferti online – Le domande più frequentiDpcm, Conte: I sindaci possono chiudere le piazze. Didattica in presenzaNuovo Dpcm di ottobre: mascherine all’aperto, divieto di ballo e limiti alle festeFascicolo Sanitario ElettronicoRaccomandate non consegnate, multa di 5 milioni a Poste Italiane da AntitrustFacebook, l’Irlanda blocca il trasferimento dei dati verso gli Usa: i rischi per il social senza un nuovo Privacy ShieldLo smart working accelera l’evoluzione digitale, il caso di Eni: così il palazzo di vetro lavora da casaCOVID-19: come comportarsi con i lavoratori in rientro dall’esteroMinori in vacanza Garante privacy a media: evitare dannose esposizioniSicurezza sul lavoro e diritti al cinema: a Torino la prima edizione del Job Film DaysCoronavirus, le linee guida del Mit: dalla misurazione della febbre prima di salire sul scuolabus al distanziamentoIl rientro al lavoro dei soggetti fragiliGarante per la Privacy, Stanzione è il nuovo presidenteCoronavirus, al via allo Spallanzani la sperimentazione del vaccino italianoCOVID-19: gestione del rischio e sfera di competenza del datore di lavoroInfortuni sul lavoro, ferito un operaio ArcelorMittalIl Bonus vacanze arriva via app: richieste dal 1° luglio, ecco come ottenerloScuola: Privacy, pubblicazione voti online è invasiva Ammissione non sull’albo ma in piattaforme che evitino rischi

Steve Jobs diventa un marchio di abbigliamento italiano

Steve Jobs napoletano? Un’ipotesi che fino a qualche tempo fa remota, e probabilmente frutto di qualche romanzo, ma che grazie a due imprenditori partenopei è diventata realtà.

Si chiamano Vincenzo e Giacomo Barbato, e come dicevamo poco sopra sono due imprenditori di Napoli che hanno deciso di chiamare la loro azienda con il nome del fondatore di Apple, facendosi carico di tutti i rischi del caso ed affrontando, come abbastanza prevedibile, una dura battaglia legale contro il gigante di Cupertino, che gli ha immediatamente fatto causa. “Ci sono arrivati quattro enormi faldoni in ufficio direttamente dalla sede della Apple a Cupertino. All’inizio abbiamo avuto un pò di timore. Ci sembrava di intraprendere la tipica battaglia di Davide contro Golia. Ma sentivamo di essere dalla parte della ragione e siamo andati avanti per le vie legali, fino a dimostrare di avere la legge dalla nostra parte” hanno affermato i due ai microfoni di Repubblica.

Causa che ha visto il giudice dar ragione ai due fratelli, dal momento che il marchio “Steve Jobs” non era mai stato registrato dai legali del colosso della Silicon Valley. Il brand è anche corredato da un logo che raffigura anche una lettera morsicata, in pieno stile Apple.

La svolta è arrivata nell’Agosto 2014, quando l’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno ha dato loro ragione, affermando che “l’opposizione è rispettata dalla sua interezza“.

I due raccontano che Apple ha intentato causa non tanto per il brand in se, ma quanto su “un particolare del logo: la J che appare morsicata, richiamando la celebre mela. Ma una lettera non è un frutto e di conseguenza quello sulla lettera non può essere un morso. Per questo eravamo inattaccabili da ogni punto di vista“.

A livello di prodotti, i due giovani imprenditori oggi collaborano con Sticky Factory, una startup molto famosa e specializzata nel design di capi d’abbigliamento, ed hanno già lanciato borse, t-shirt, jeans ed accessori vari, ma hanno anche intenzione di lanciarsi nel campo dell’hi-tech.


Fonte: tech.everyeye.it

WIDGET-WPSACADEMY

WIDGET-SPOTTV

WPS Group è certificata ISO 9001:2015

Quality Management System
EA 35A & 37

Newsletter WPS

Rimani aggiornato per non perdere novità e promozioni!

RICORDATI …

“Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”

Albert Einstein