LAST NEWS
Mancata tracciabilità di 125 kg di prodotti alimentari, multa e denunciaSulla non responsabilità del DdL per un infortunioWhatsapp: Garante privacy, informativa agli utenti poco chiara. L’Autorità intenzionata ad intervenire anche in via d’urgenzaLa sicurezza nel campionamento di suoli con possibile presenza di amiantoFascicolo sanitario elettronico: nessuna scadenza per l’inserimento dei datiGarante privacy a un call center: tutelare la dignità dei lavoratoriTik Tok, a rischio la privacy dei minori: il Garante avvia il procedimento contro il social networkNorme igieniche e precauzioni per la ristorazione con servizio d’asporto e a domicilio: linee guida ISSQuestura non rettifica i dati, il Garante privacy sanziona il Ministero dell’internoWi-Fi pubblico gratuito, il Garante chiede all’Agid più tutele per gli utentiTelemarketing aggressivo. Dal Garante privacy sanzione a Vodafone per 12 milioni 250 mila euroReferti on line accessibili ad altri pazienti, il Garante sanziona un policlinicoNuove ispezioni del Garante su fatturazione elettronica, data breach e food deliverySpid: ok del Garante privacy a nuove modalità per il rilascio dell’identità digitaleConcorsi pubblici, Garante: i dati dei partecipanti devono essere blindatiReferti online – Le domande più frequentiDpcm, Conte: I sindaci possono chiudere le piazze. Didattica in presenzaNuovo Dpcm di ottobre: mascherine all’aperto, divieto di ballo e limiti alle festeFascicolo Sanitario ElettronicoRaccomandate non consegnate, multa di 5 milioni a Poste Italiane da Antitrust

Steve Jobs diventa un marchio di abbigliamento italianosteve jobs

Steve Jobs napoletano? Un’ipotesi che fino a qualche tempo fa remota, e probabilmente frutto di qualche romanzo, ma che grazie a due imprenditori partenopei è diventata realtà.

Si chiamano Vincenzo e Giacomo Barbato, e come dicevamo poco sopra sono due imprenditori di Napoli che hanno deciso di chiamare la loro azienda con il nome del fondatore di Apple, facendosi carico di tutti i rischi del caso ed affrontando, come abbastanza prevedibile, una dura battaglia legale contro il gigante di Cupertino, che gli ha immediatamente fatto causa. “Ci sono arrivati quattro enormi faldoni in ufficio direttamente dalla sede della Apple a Cupertino. All’inizio abbiamo avuto un pò di timore. Ci sembrava di intraprendere la tipica battaglia di Davide contro Golia. Ma sentivamo di essere dalla parte della ragione e siamo andati avanti per le vie legali, fino a dimostrare di avere la legge dalla nostra parte” hanno affermato i due ai microfoni di Repubblica.

Causa che ha visto il giudice dar ragione ai due fratelli, dal momento che il marchio “Steve Jobs” non era mai stato registrato dai legali del colosso della Silicon Valley. Il brand è anche corredato da un logo che raffigura anche una lettera morsicata, in pieno stile Apple.

La svolta è arrivata nell’Agosto 2014, quando l’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno ha dato loro ragione, affermando che “l’opposizione è rispettata dalla sua interezza“.

I due raccontano che Apple ha intentato causa non tanto per il brand in se, ma quanto su “un particolare del logo: la J che appare morsicata, richiamando la celebre mela. Ma una lettera non è un frutto e di conseguenza quello sulla lettera non può essere un morso. Per questo eravamo inattaccabili da ogni punto di vista“.

A livello di prodotti, i due giovani imprenditori oggi collaborano con Sticky Factory, una startup molto famosa e specializzata nel design di capi d’abbigliamento, ed hanno già lanciato borse, t-shirt, jeans ed accessori vari, ma hanno anche intenzione di lanciarsi nel campo dell’hi-tech.


Fonte: tech.everyeye.it

WIDGET-WPSACADEMY

WIDGET-SPOTTV

WPS Group è certificata ISO 9001:2015

Quality Management System
EA 35A & 37
ISO 9001 2015

Newsletter WPS

ico emailRimani aggiornato per non perdere novità e promozioni!

RICORDATI …

“Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”

Albert Einstein