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Google Chrome su Windows diventa un po’ antivirus

Il dominio praticamente assoluto di Windows nel mondo dei computer desktop l’ha sempre reso il bersaglio preferito dei cybercriminali. Al giorno d’oggi il browser è il principale veicolo d’infezione di un sistema, in quanto applicazione più usata. Certe volte non è nemmeno necessario andare a cercarsi grane in siti poco raccomandabili, basta un po’ di leggerezza e installare l’adblocker sbagliato.

Ogni browser degno di questo nome include sistemi di protezione molto sofisticati, ma Google ha deciso incrementare in modo deciso quelli di Chrome, al punto da renderlo quasi un antivirus. Si chiama Chrome Cleanup ed è in distribuzione da pochi minuti; avrà la capacità di segnalare all’utente se trova programmi sospetti o indesiderati nel sistema e offrirà aiuto per rimuoverli.

Chrome Cleanup sfrutta il motore di scansione di ESET, ma Google precisa molto chiaramente che non si tratta di un “vero” antivirus generico: interviene solo quando i software violano le “Norme relative al software indesiderato” di Google stessa. In particolare, un’applicazione viene identificata come indesiderata quando ha una o più di queste caratteristiche:

  • È ingannevole in quanto promette un valore aggiunto che non offre.
  • Cerca di indurre con l’inganno gli utenti a installarlo o si cela all’interno di un altro programma che l’utente sta installando.
  • Non illustra all’utente le sue funzioni principali e distintive.
  • Altera il sistema dell’utente in modi inaspettati.
  • È difficile da rimuovere.
  • Raccoglie o trasmette informazioni private a insaputa dell’utente.
  • Viene integrato in altro software senza comunicarne la presenza.

Resta da capire l’impatto che Chrome Cleanup avrà sulle performance del browser, già noto per essere piuttosto avido di risorse.

Google ha anche annunciato che, il mese passato, ha distribuito con discrezione un’altra novità importante in questo senso: Chrome è in grado di rilevare le impostazioni che sono state cambiate senza l’interazione dell’utente (esempio più classico: gli installer di tool e utility che ti chiedono di impostare un motore di ricerca diverso da quello predefinito) e ripristinarle ai valori precedenti.


Fonte: hdblog.it

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