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La Francia vara Nutri-score, la propria etichetta a semaforo a cinque colori

La Francia ha adottato la propria etichettatura a semaforo per i cibi.

Il governo francese ha infatti notificato ufficialmente alla Commissione europea il testo del decreto che introduce il sistema di etichettatura nutrizionale volontario Nutri-score con il relativo disciplinare.

Si baserà su cinque colori, non su tre come l’omologa britannica, e il colore sarà assegnato ai cibi in funzione sia del loro contenuto di nutrienti considerati positivi per la salute sia del loro apporto di nutrienti da limitare per combattere malnutrizione e obesità.

Al contrario di quanto previsto nell’etichettatura a semaforo inglese, qui sarà l’intero cibo a essere valutato e non solo i singoli elementi del cibo.

L’etichetta Nutri-score potrà essere adottata in via volontaria e molte catene alimentari hanno già fatto sapere di volerla adottare.

L’associazione dei consumatori UFC-Que Choisir, che aveva fatto una campagna per l’istituzione di tale logo, ha accolto “questo significativo anticipo di informazione ai consumatori” e ora “invita i produttori e i distributori ad adottare senza indugi questo modello”.

Dalle simulazioni condotte, i formaggi italiani più amati dai francesi otterrebbero la fascia cromatica C o D (arancio chiaro o arancio medio).

“Nutri-Score si basa su un approccio semplicistico e non aiuta a comprendere il contributo, in termini di nutrienti, che ogni alimento apporta alla dieta, in palese contrasto con il principio secondo cui ogni cibo ha un suo posto nella dieta e inducendo i consumatori ad acquistare prevalentemente alimenti con il ‘colore verde’ senza valutare l’equilibrio della propria dieta – commenta Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte – Nutri-Score rischia di bollare come negativi degli alimenti di elevata qualità e di grande valore nutrizionale, facendo dimenticare che non è il singolo alimento a determinare sovrappeso o rischi per la salute ma sono piuttosto la qualità complessiva della dieta e lo stile di vita adottato dal consumatore. Quindi, si corre il rischio concreto che questo sistema venga percepito dal consumatore come mera segnalazione di prodotti a rischio salutistico e risulti così discriminatorio verso i formaggi della grande tradizione italiana, Dop, Igp e Stg compresi”.

“Non abbiamo bisogno di semafori in etichetta che sono fuorvianti per i consumatori. Esiste già l’etichettatura nutrizionale, frutto di accurati studi scientifici e garantita dall’approfondimento dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) – sottolinea il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – Apprezziamo che anche il ministro per le Politiche agricole Martina abbia subito espresso le valutazioni negative del nostro Paese al semaforo di Parigi. Avendo la Francia fatta la comunicazione a Bruxelles c’è tempo per opporsi; in quest’ottica assicuriamo il nostro impegno alla task force del nostro governo sui semafori alimentari.”


Fonte: teatronaturale.it

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