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Via il cartello «Non disturbare»: ora gli hotel scelgono la sicurezza

Tempi duri per i «feticisti» che se li portano a casa per la loro collezione privata, ma anche per chi li espone semplicemente per avere un po’ di privacy. Alberghi e resort stanno iniziando a far sparire i cartellini «Non disturbare» dalle camere. E a cambiare di conseguenza le regole dei loro staff. Ufficialmente per avere la certezza che tutto sia a posto, ufficiosamente per evitare di ritrovarsi un altro pazzo rinchiuso in camera come Stephen Paddock, che lo scorso ottobre uccise 58 persone sparando dalla sua stanza del Mandala Bay di Las Vegas.

La novità

Da dicembre i resort della Disney in Florida hanno sostituito i cartoncini «Do not disturb» con «Room occupied», stanza occupata. La novità sarà estesa anche ad altre strutture. «Un piccolo, ma significativo cambiamento», secondo il sito TravelMole che ne ha dato notizia. Ogni 24 ore il personale alberghiero accederà alle stanze per accertarsi che sia tutto ok. «Disney Resort e il suo staff si riservano il diritto di entrare — anche quando il cartellino è stato esposto — per motivi di sicurezza, manutenzione o altro». «Chiudete bene la porta così evitate sorprese», twitta una ospite dell’albergo, Beci Mahnken.

Gli altri alberghi

Disney non motiva la novità, ma la strage di Las Vegas ha avuto un ruolo. Anche laddove il segnale «Non disturbare» resta, infatti, sono cambiate le norme di comportamento dei dipendenti. L’Orleans Hotel di Las Vegas e le oltre 20 proprietà della catena Boyd Gaming hanno introdotto il «controllo benessere»: il personale entra se il cartello viene esposto per due giorni consecutivi. In un altro super hotel, il Wynn, lo staff entra ogni 12 ore. «Lo facciamo per l’incolumità degli ospiti», spiega alla Cnn il manager Michael Weaver. Rosanna Maietta, portavoce dell’American Hotel & Lodging Association, ricorda al New York Times che «gli alberghi hanno tutto il diritto di far entrare il personale».

Il colosso Hilton

La novità riguarda anche un colosso come Hilton (oltre 838 mila camere in 103 Stati). Da novembre lo staff deve allertare i vertici se il cartello «non disturbare» è lì da più di 24 ore. Sono esclusi clienti come le forze dell’ordine, i piloti e gli assistenti di volo. «Mi sembra una decisione eccessiva — critica John Ollila, specialista per il sito LoyaltyLobby —. Io appendo il cartellino a lungo esattamente per quel motivo: non voglio essere disturbato da nessuno mentre sono all’interno».

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Fonte: corriere.it

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