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Vaccini, cosa serve per dimostrare di essere in regola

Per l’anno scolastico 2017/2018, “in alternativa alla presentazione della copia della formale richiesta di vaccinazione si potrà autocertificare di aver richiesto alla Asl di effettuare le vaccinazioni non ancora somministrate”, si legge sulla circolare predisposta dai ministeri della Salute e dell’Istruzione per agevolare scuole e famiglie.

Per iscrivere i propri figli basta la copia di una richiesta di prenotazione dei vaccini, per dimostrare la volontà di adempiere all’obbligo vaccinale, ha precisato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a Sky tg24. Replicando ai dubbi espressi dalla Regione Lombardia, Lorenzin ha chiarito: “Qual è la documentazione idonea da presentare? Certo, il libretto vaccinale o la prenotazione, ma se non si riesce ad accedere neanche alla prenotazione, bastano la telefonata al Cup o una mail o una raccomandata con avviso di ricevimento alla Asl. È praticamente impossibile non dimostrare la volontà del genitore di voler vaccinare il figlio”.

“Dobbiamo evitare di lasciare aperta un’area di rischio per i più piccoli”, ha continuato Lorenzin categorica. “È un tema di sicurezza – ha detto la ministra – i bimbi piccoli sono tabula rasa sul piano delle difese immunitarie, abbiamo epidemie in corso, il morbillo continua, i dati sono molto allarmanti nei reparti di infettivologia e nonostante il calo fisiologico di agosto siamo preoccupati per l’inizio dell’anno scolastico”. Sono infatti 4.238 in Italia i casi di morbillo nel 2017, con tre decessi – secondo l’ultimo bollettino del ministero della Salute, anche se, precisa la ministra, “i casi reali potrebbero essere più del doppio”. E’ anche l’allarmante epidemia di morbillo ad aver indotto il ministero a varare la legge che subordina l’iscrizione a scuola alle vaccinazioni obbligatorie, e i numeri parlano chiaro: l’anno scorso i casi furono circa 800, quindi quando mancano ancora 4 mesi alla fine del 2017 siamo già a un aumento di 5 volte. Di questi casi, l’88% riguarda non vaccinati, il 35% ha avuto almeno una complicanza e 43% sono i ricoverati. Si contano anche 288 casi tra gli operatori sanitari.

• LA RICHIESTA DI VACCINAZIONE
Per l’anno scolastico 2017/2018, la richiesta di vaccinazione potrà essere effettuata anche telefonicamente (purché la telefonata sia riscontrata positivamente, con un appuntamento fissato), inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica ordinaria (peo) o certificata (pec) di una delle Asl della regione di appartenenza o inoltrando una raccomandata con avviso di ricevimento. In tutti questi casi, e solo per l’anno scolastico 2017/2018, in alternativa alla presentazione della copia della formale richiesta di vaccinazione si potrà autocertificare di aver richiesto alla Asl di effettuare le vaccinazioni non ancora somministrate.

• I DOCUMENTI NECESSARI
Per quanto riguarda i documenti, la circolare ricorda che è possibile fornire alle scuole: idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge in base all’età; idonea documentazione comprovante l’avvenuta immunizzazione a seguito di una malattia naturale; idonea documentazione sanitaria comprovante la sussistenza dei requisiti per l’omissione o il differimento delle vaccinazioni; copia della formale richiesta di vaccinazione alla asl territorialmente competente (con riguardo alle vaccinazioni obbligatorie non ancora effettuate) secondo le modalità indicate dalla stessa asl per la prenotazione.

• IL GARANTE DELLA PRIVACY
Da oggi inoltre scuole e servizi educativi per l’infanzia potranno trasmettere gli elenchi degli iscritti alle Asl competenti per territorio, e consentire così alla verifica della regolarità vaccinale senza aggiungere oneri burocratici a famiglie e pubblica amministrazione. Lo ha deciso il Garante per la privacy che ha adottato un provvedimento urgente – con valenza generale – per consentire un trattamento dei dati non previsto dalla normativa sui vaccini se non prima del 2019.

“Tale decisione risponde alla richiesta dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana e di numerose altre amministrazioni su scala nazionale che hanno manifestato l’intenzione di effettuare uno scambio automatico di dati sulla regolarità vaccinale anche in assenza di una specifica norma che lo consentisse, al fine di favorire il rispetto degli obblighi vaccinali nei termini previsti dalla legge – spiega la nota del Garante – In considerazione dell’esigenza segnalata e dell’imminente avvio dell’anno scolastico, il Garante ha adottato con procedura urgente un procedimento a valenza generale che autorizza una comunicazione di dati personali non sensibili dalle scuole alle autorità sanitarie”.

• GLI ELENCHI
Le scuole – sia quelli pubbliche, sia quelle private – e i servizi educativi per l’infanzia possono trasmettere l’elenco degli iscritti alle aziende sanitarie territorialmente competenti. Tali elenchi potranno essere usati per l’attività di verifica delle singole posizioni e per l’avvio delle procedure previste (ad esempio la convocazione dei genitori), nonché per la pianificazione delle attività necessarie a mettere a disposizione dei genitori la documentazione prevista dal decreto.

• ASL AUTONOME
Il Garante ricorda che le aziende sanitarie, di propria iniziativa, al fine di semplificare le procedure, possono già inviare alle famiglie i certificati o altre attestazioni vaccinali per consegnarli alle scuole, senza dover aspettare che siano i genitori stessi a richiederli, nonché inviare altre comunicazioni relative agli obblighi vaccinali, anche a seguito di accordi con gli istituti scolastici.

• DATI SENSIBILI
Ieri sono giunte richieste da parte di alcune Regioni che vorrebbero poter comunicare direttamente alle scuole, anche tramite le aziende sanitarie, i dati sulle vaccinazioni effettuate dagli alunni. Al riguardo, spiega il Garante “si ricorda che se il trattamento di dati sensibili non è espressamente previsto da una disposizione di legge i soggetti pubblici possono richiedere al Garante di esprimersi in tal senso solo dopo aver adottato una norma regolamentare, con parere conforme dell’Autorità che specifichi i tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei principi indicati del Codice della privacy”.

• COLLABORAZIONE CON I MINISTERI
“Sin dall’inizio della vicenda il Garante della privacy ha offerto la massima collaborazione ai Ministeri competenti e a tutte le altre amministrazione coinvolte”, ha detto il presidente Antonello Soro. “Con il nostro provvedimento è ora consentita la trasmissione dei registri degli iscritti dalle scuole alle Asl. Al momento, invece, manca un’adeguata base regolamentare che consenta il flusso inverso, ovvero la trasmissione di dati sensibili dalle Asl alle scuole. Resta naturalmente ferma la nostra disponibilità a esaminare ogni soluzione normativa che possa eventualmente introdurre ulteriori semplificazioni”.


Fonte: Repubblica.it

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